Srebrenica 2009
A cura di Lorenzo Anania • 5 Marzo 2009
Un anno a Srebrenica per la realizzazione di un progetto del Ministero degli Affari Esteri, sviluppato dall’Ufficio Cooperazione Italiana a Sarajevo sottto la supervisione di Roberta Biagiarelli, autrice di A come Srebrencia.
Roberta Biagiarelli, nel corso del 2009, sarà a Srebrenica come coordinatrice e responsabile del progetto pilota a sostegno della comunicazione per lo sviluppo sociale e culturale in Bosnia Erzegovina.
Roberta è alla ricerca di collaboratori che intendano dare il loro apporto al progetto, mettendo a disposizione, a livello di volontariato, le loro personali competenze e il loro tempo per lo sviluppo, la realizzazione e la gestione di corsi di formazione riservati a giovani, bambini e donne.
Sono stata nominata responsabile dell’iniziativa e tra le prime azioni previste c’è l’apertura a Srebrenica di un Ufficio della Cooperazione italiana, a seguire saranno promossi corsi di formazione per giovani e donne, potenziate e supportate le attività delle Associazioni locali che favoriscono il dialogo e la difesa dei diritti umani e della pace. Offerte micro-iniziative culturali, migliorata la qualità degli eventi, cercando insommadi “scioccare” positivamente il territorio e i cittadini che lo abitano, verranno favoriti gli scambi con l’Italia e individuata la sostenibilità del progetto sul il futuro.
Tutto quello che faremo ha la priorità ela necessità di essere comunicato, per far uscire Srebrenica dall’isolamento in cui è caduta e per valorizzare i segni positivi di ciò che accade in città e nei dintorni, per tenere lontani i nazionalismi e la follia dei puri, per prendere fatto che il mondo è cambiato e che varrebbe la pena rendersene conto per vivere in pace e in tolleranza nel rispetto dell’individuo e delle diversità altrui.
L’idea di andare a trasformare culturalmente in modo diffuso Srebrenica, lavorando in concreto sul territorio e con le persone che lo abitano, all’interno di un contesto di relazioni fatte
di tante ferite è ancora oggi, a 14 anni dalla fine della guerra, un atto necessario.
Come artista questa avventura mi esalta e mi emoziona, a dire la verità un po’ anche mi spaventa, passare dal raccontare con il cuore una vicenda storica osservata alla pratica di azioni concrete è come avere in mano per tanto tempo tempo della farina e poi finalmente una pagnotta di pane. Vado a mettere proprio le mani in pasta, e spero di esserne all’altezza e di lavorare nel rispetto del dolore di tutti.
Di mettere a disposizione quella che è la mia capacità organizzativa e comunicativa per migliorare le condizioni di vita di quel luogo.
Andare a Srebrenica per quest’anno è per me un desiderio che si realizza e l’idea di “stabilirmi” lì mi rafforza, via da un’Italia che a guardarla oggi mi dà i brividi, che toglie il fiato, perché la crisi in cui si è precipitati non è solo economica, ma è anche, e principalmente interiore, emigrare in questo luogo dell’anima per me è confortante, è un’opportunità per meglio poter imparare a “riconoscere in mezzo all’inferno ciò che non è inferno…”
Ecco, ora più che mai mi sento davvero un’attrice, nel senso più forte del termine, nel senso di colei che
agisce…
Se siete viaggiatori e non turisti venite fino a Srebrenica.
Roberta Biagiarelli
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Tags:bosnia, srebrenica

Ciao. sono un’insegnante di italiano e storia di torino che quest’anno ha vinto con i suoi allievi un …viaggio in Bosnia. Abbiamo visto mostar, sarajevo, Tuzla e Potocari. Conosciuto le donne di srebrenica e marciato con loro. Durante il viaggio in Pulmann da Sarajevo a Tuzla abbiamo visto il tuo teatro-reportage.
La Bosnia rimane nel cuore. Per cui da quando sono tornata (13 maggio) sto cercando un modo per ritornare e per fare qualcosa e il tuo progetto mi piace moltissimo. Se vuoi rispondermi…sono qua!
Paola Grandis – Torino
Ciao, sono un informatico, abito a Riccione ma lavoro presso l’Università di Bologna. La scorsa primavera ho fatto un viaggio attraverso la Bosnia e ne sono rimasto affascinato. Mi piacerebbe tornare per collaborare al vostro progetto anche se non so esattamente per quale esperienza propormi.
Ti segnalo che, prima di laurearmi in informatica presso l’Università di Bologna, ho conseguito la laurea in Storia contemporanea, sempre presso l’Università di Bologna. Quindi ho una doppia formazione, tecnico-scientifica ed umanistica, che potrebbe tornare utile per la realizzazione di qualche progetto culturale.
Per questo motivo sarei felice di essere contattato.
Ciao
Enrico Carlini