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The Hunting Party: caccia alla Volpe balcanica.

A cura di Lorenzo Anania • 5 Maggio 2008

Nelle sale l’ultimo film con Richard Gere, reporter indipendente che in solo due giorni scova il boia di Srebrenica coperto, nella pellicola, da Nazioni Unite e Cia.

Come sono cattivi i serbo bosniaci raccontati in The Hunting Party, l’ultimo film di Richard Shepard! La storia è ispirata ad un fatto di cronaca del 2000 quando tre reporter americani si misero sulle tracce del criminale di guerra Radovan Karadzic; per lui l’ Interpol ha emesso un mandato per crimini contro l’umanità, la vita e la salute pubblica, genocidio, ed altre cosine poco carine. Uno dei boia più spietati dell’ultimo conflitto in Bosnia Herzegovina (BiH) insieme all’altro latitante di lusso Ratko Mladic. Come nella realtà anche nel film sul criminale –chiamato nella finzione la Volpe- c’è una taglia di 5 milioni di $ ed è sorprendente la somiglianza dell’attore allo stesso Karadzic. Nella pellicola –per lo più girata nell’affascinante e martoriata Sarajevo- i toni diventano cupi quando i protagonisti si inoltrano nella cattiva Republika Srpska, l’entità serba della BiH. Dispiace vedere come Shepard dipinga tutti i serbi di Bosnia come favoreggiatori di criminali di guerra, avvolti di una rozzezza montanara alimentata dall’intramontabile odio interetnico. La storia è fin troppo romanzata ed il rancore privato del protagonista trasforma le motivazioni dell’impresa –intervistare la Volpe- nell’ennesima vendetta personale, un cliché made Usa che rovina un pò l’idea di raccontare questa storia. Non manca in ciò dell’ironia, con continui richiami a scene topiche di The Delta Force con il barbuto Chuck Norris in versione Rambo serie B.

The Hunting Party ha però alcuni punti a suo favore che fanno pendere la bilancia sull’indice: andatelo a vedere! Nella sua maniera hollywoodiana il film vuole essere una denuncia severa, sempre utile per ricordare fatti così vicini nel tempo, ma così lontani nella mente dei più. Sotto accusa i servizi segreti americani. In solo due giorni i tre giornalisti protagonisti riescono a trovare uno dei principali criminali di guerra dei Balcani, compito volutamente fallito dalla politica internazionale fino ad oggi –la guerra in BiH è finita nel 1995. I tre vengono scambiati per agenti dell’intelligence americana, che alla fine li salverà lasciando scappare la Volpe ormai braccata. Anche le Nazioni Unite sono messe sotto accusa per le complicità avute nei Balcani con massacri come quello di Srebrenica. Questo sperduto paese bosniaco dal 1993 era stato dichiarato dal Consiglio di sicurezza del Palazzo di Vetro UN safe area ed era popolato per il 75% da bosniacchi –mussulmani di Bosnia. Complice anche questa decisione, Srebrenica divenne un centro di accoglienza di molti sfollati islamici di buona parte della BiH, una enclave a pochi chilometri dal fiume Drina, che ieri come oggi segna il confine con la Serbia. Fino al 1995 Srebrenica contava almeno 30.000 abitanti, oggi sono appena 5.000. L’undici luglio 1995 quasi tutti i maschi sopra i 14 anni furono trucidati; le donne deportate e abusate dalle truppe serbo bosniache. Il tutto avvenne sotto gli occhi chiusi della comunità internazionale mentre il contingente olandese delle Nazioni Unite posto in difesa della regione barattava la propria incolumità con l’entrata a Srebrenica delle truppe di Mladic e Karadzic. Il film ha il merito di ricordarlo.

Per chiudere sui pregi del film, assolutamente degno di nota è il personaggio interpretato da Richard Gere, Hunting, un reporter di guerra con tanti conflitti alle spalle ma che non ha retto alle atroci balcaniche. Hunting, completamente impazzito in diretta durante il report da Srebrenica, ha buttato al vento una brillante carriera per restare a cercare i motivi di tanto dolore, arrabattandosi per sopravvivere in improbabili corrispondenze per le televisioni più sgrause del mondo. In bolletta fisso, ruba e raggira senza il minimo scrupolo! Il suo personaggio è veramente ben costruito, in lui c’è un realismo inquietante: non è difficile infatti trovare queste simpatiche canaglie a bere rakija nei tanti caffè all’aperto della Bosnia; che cerchino di placare un dolore offeso dall’impunità dei colpevoli?

Qeusto articolo è stato pubblicato nel numero del mese di maggio del mensile L’Altrapagina

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2 Responses »

  1. per fortuna qualcun’altro ha trovato interessante il film… tra i blogger non ha riscontrato molto successo.
    A me, storia a parte di cui non so nulla, è sembrato ben fatto… ho preferito Terrence Howard (ed il suo personaggio Duck) a Gere e l’umorismo non mi è affatto dispiaciuto, neanche le caricature dei personaggi… certo la popolazione della Republika Srpska non ne esce molto bene, ma non ho idea di come siano andati i fatti.

  2. [...] Karadzic è imputato di genocidio, crimini contro l’umanità, violazione delle leggi e delle usanze di guerra e gravi violazioni delle Convenzioni di Ginevra. L’ex leader dei serbo bosniaci deve rispondere in particolare di undici imputazioni, che comprendono quella di genocidio di Srebrenica, avvenuto nel luglio 1995, e quella di aver inflitto il terrore nei confronti dei civili per l’assedio e bombardamento di Sarajevo. [...]

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