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Puzzle Balcanico. Speciale status del Kosovo

A cura di Lorenzo Anania • 4 Febbraio 2008

Uno speciale radio per cercare di capire gli interessi che premono da circa un decennio per l’indipendenza della regione serba a maggioranza albanese.

La regione del Kosovo e Metohija sta concludendo la sua lunga marcia verso la secessione. Questa remota ed arretrata provincia meridionale della Serbia, tanto cara a Belgrado, che dal 1999 tutti conoscono per la “guerra umanitaria” ingaggiata dalla NATO è destinata a diventare uno stato a sé. Troppo forti per Washington le ragioni della maggioranza albanese (il 95%) per non sostenerle e garantire un via libera incondizionato all’indipendenza. Già, ma quali sono queste ragioni? This is the question!
L’irredentismo kosovaro ha una lunga tradizione e già prima della guerra del 1999 la separazione era sostenuta da due questioni: la prima etnica e l’altra di sicurezza, per salvare la popolazione dalla prepotenza di Belgrado. Oggi, senza dubbio, l’ingerenza dell’esercito serbo non rappresenta più quella minaccia terribile dell’era Miloševic e la divisione per motivi etnici rimane la ragione ufficiale.

A priori, riconoscendo pure l’autodeterminazione dei popoli come principio generale, non si può ignorare che con la separazione unilaterale del Kosovo dalla Serbia siamo davanti ad un capolavoro del disprezzo del diritto internazionale. Ciò che ha ribadito la risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, cioè la sovranità della Serbia sul Kosovo e Metohija è stato completamente ignorato dalle cancellerie occidentali e dalle forze atlantiche legittimate ad essere in Kosovo proprio dal Palazzo di Vetro. Pura distorsione diplomatica costruita sull’asse Bruxelles-Washington.

Forse l’unica vera motivazione che “legittima” l’indipendenza è che il Kosovo per gli States è una gallina dalle uova d’ora. Sono gli Usa che nell’ultimo decennio hanno premuto con particolare insistenza per la secessione, guidati dalla stessa ostinazione con cui decisero la guerra umanitaria del 1999 –trovando in Massimo D’Alema, primo ministro nel 1999, un alleato di ferro, ieri come oggi. Dopo la forzatura dei bombardamenti umanitari NATO, Washington riprendeva in mano il controllo del Patto Atlantico mettendo sotto scacco il debole tentativo europeo di avere un’Alleanza dove l’egemonia americana fosse in discussione. Il Kosovo segna l’ideale morte della NATO come forza difensiva e l’inizio dell’engagement offensivo del Patto Atlantico voluto con insistenza dagli americani. Oggi, in più, l’esercito a stelle e strisce ha un’altra ottima contropartita per appoggiare i separatisti del Kosovo: Camp Bondsteel, la più grande base militare degli Usa Army in territorio europeo, sita ad Uroševac nel sud del Kosovo proprio nel mezzo del Corridoio n. 8, un progetto che prevede la costruzione del più lungo oleodotto nella storia d’Europa, di un gasdotto e di bretelle di comunicazione stradali e ferroviarie dal Mar Nero all’Adriatico attraverso Bulgaria, Macedonia e Albania -l’Italia è la nazione capo-commessa con la partecipazione dell’ENI. Dopo l’indipendenza, Camp Bondsteel tutt’insieme si ritrova in un nuovo stato indipendente che presto chiederà di entrare nell’Unione Europea e che già utilizza l’euro come moneta ufficiale. Senza contare il fatto di irritare l’eterno nemico russo e di trovarsi nel mezzo del territorio che la criminalità internazionale utilizza come filtro tra occidente ed oriente per il traffico mondiale di essere umani, armi ed eroina –mercato mai tanto florido come dall’inizio dell’operazione sempre NATO enduring freedom in Afghanistan. Una manna!

Vai all’articolo di Lorenzo Anania pubblicato dal nel numero di febbraio 2008 del mensile L’Altrapagina

Ospiti di questa trasmissione:

Tommaso Di Francesco, Il Manifesto

Paolo Quercia, Limes

Ivo Guciavic, freelance bosniaco collaboratore di Caffè Sarajevo

Andrea Foschi, freelance italiano collaboratore di Caffè Sarajevo

Foto di Giulia Razzauti: Kosovo, nord Mitrovica, dicembre 2007: truppe EuForc pattugliano le montagne

 
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9 Responses »

  1. [...] americana. Oltre agli interessi oscuri delle criminalità organizzate, coinvolte in un processo di globalizzazione della malavita, per il Kosovo passano anche gli interessi energetici dell’Unione Europea, qui infatti [...]

  2. ciao,
    abbiamo pubblicato la traduzione in italiano della UE sullo stato del kosovo. a noi appare un obbrobrio giuridico. verso una guerra in europa? (se sembra fantascienza pensiamo al 1914 - anche allora)
    http://lpp.opencontent.it/blog/?p=570

  3. Mi accorgo adesso della vostra esistenza. Mi fa molto piacere anche se ancora non so quale orientamento politico avete, né se ne avete uno. Vi leggerò così da farmi un’opinione. Anche io mi occupo di est europeo, più precisamente di Bosnia e di tutto ciò che riguarda questo Paese, a livello politico, sociale, culturale ecc.
    Vi auguro pertanto buon lavoro e vi linko.
    Saluti affettuosi,
    LibertAria

  4. Grazie Valeria, anche a me fa molto piace che ci hai “scoperto” :) Sai, l’orientamento politico è uno schema che spero si possa superare con questo blog. C’è un moderatore -io- alcuni collaboratori e tanti contributi che ci stanno arrivando. Ognuno si prende le responsabilità di quel che scrive, io quella di “filtrare” quello che pubblichiamo. Caffè Sarajevo è pur sempre edito da una testata giornalistica (AMISnet). Scrivere e parlare di Est e Balcani in particolare è una scelta molto delicata, ma fino ad adesso penso e spero che siamo riusciti a far dire ad ognuno la sua, senza preconcetti. Mandaci anche i tuoi link. Ciao

  5. ciao, anch’io vi scrivo per “rallegrarmi” della vostra presenza, sono in continua ricerca di risorse online sui balcani e la vostra si aggiunge al variegato panorama già rpesente su internet. vi verrò a trovare spesso! se volete, venite a trovarmi sul sito del mio progetto di ricerca che sto conducendo sui rapporti tra memoria collettiva e trasformazioni urbane nei balcani http://balkanscapes.blogspot.com
    a presto!
    francesco

  6. LE PRIME 1OO CANDELINE

    siamo a oltre 100 downloads di questa puntata di Caffè Sarajevo!! bhe, che dire? grazie! si vede che non sono l’unico a pensare che di Balcani si debba sempre parlare, nel bene come nel male :)

  7. Ciao a tutti!sono una ex volontaria per 3 anni e mezzo in Kosovo. sono chiaramente sempre alla ricerca di aggiornamenti o notizie sui balcani, sul kosovo in particolare.sono stata a Pristina il 17 febbraio giorno della cosìdetta indipendenza.volevo chiedere a tutti voi, se qualcuno tra di voi conosce chi come cameraman o microfonista o più semplicemente come freelance, fosse stato per quei giorni in Kosovo.
    avrei davvero bisogno di trovare un contatto.

    grazie a tutti

  8. ciao io sono kosovara però vivo in italia da 16 anni mi fa molto piacere ke molta gente si interessi al kosovo se volete farmi qualke domanda sono qui… ciao a tutti

  9. [...] conflitto in Ossezia del Sud che, a parti invertite tra Russia e Stati Uniti, ricorda quella del Kosovo e della sua [...]

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