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Mosca: i freddi giorni delle elezioni

A cura di Lorenzo Anania • 17 Dicembre 2007

Nostro reportage che racconta la Russia dei giorni del rinnovo della Duma

piazza rossa Mosca è sotto la neve; qui i pochi ragazzi che parlano inglese mi dicono, scherzando, che loro sono tra gli esigui sostenitori del global warming. Ai russi che incontro non dispiacerebbe infatti avere qualche grado sopra lo zero, sia in termini climatici che rispetto alla scala immaginaria del livello di democrazia e libertà d’espressione nel loro paese.
Siamo nei primi giorni di dicembre 2007, quelli del rinnovo della Duma, il parlamento della Federazione Russa che, con una superficie di più di 17 milioni di chilometri quadrati è l’entità statale più grande del mondo. L’incontro con gli studenti della facoltà di giornalismo dell’ Università statale di Mosca -la più antica della Russia– viene chiuso in anticipo per motivi di sicurezza. Il giorno dopo si vota ed il dipartimento è proprio davanti al Cremlino; tanto basta. Subito fuori poi, proprio dietro la Piazza Rossa, se ancora non si fosse capito l’antifona, c’è una scritta le cui lettere occupano almeno tre piani di un palazzo in restauro: Mosca vota Putin! La funzione sembra più imperativa che esortativa.

Alla fine sarà un vero e proprio plebiscito per Russia Unita (RU), il partito del presidente. Le elezioni sono il primo ostacolo superato dall’erede di Boris Elstin per realizzare la strategia nota da tempo: varare una riforma costituzionale per dare più poteri alla figura del Primo Ministro russo e ricoprire poi questo ruolo dopo la fine del suo ultimo mandato presidenziale –la costituzione della Federazione prevede massimo due mandati consecutivi per il Presidente. Ora Vladimir Putin ha tutti i numeri necessari per attuare questo suo disegno prima delle prossime elezioni presidenziali del 2008. La seconda parte del piano di Putin scatterà nel 2012 quando gli sarà possibile ripresentarsi ancora come presidente. Un quadro poco incoraggiante che però ha trovato nell’oltre il 60% dei consensi presi da RU un via libera che mai era stato messo in discussione.piazza rossa pattinaggio

Nella nuova Duma siederanno solo i deputati dei tre partiti che il due dicembre hanno superato lo sbarramento del 7%. Oltre a RU ci saranno quelli di Russia Giusta di Vladimir Zhirinovski -ultranazionalisti- e gli eredi del partito comunista (KPRF) confermatosi il secondo più votato. All’indomani del voto, proprio quest’ultimi, insieme alle altre sparute opposizioni -il caso tra gli altri della formazione guidata dallo scacchista Garry Kasparov e dei liberal dell’Unione delle forze di desta- hanno denunciato brogli e contestato i risultati. Voti multipli, pressioni indebite, errori negli elenchi dei votanti, ostacoli agli osservatori, arresti arbitrari e mancanza di segretezza del voto sarebbero gli episodi segnalati e documentati in molte località di questo enorme paese a basso tasso democratico.

È noto come l’OSCE non sia stata invitata a monitorare il processo elettorale russo perché sgradita al capo di Stato per una presunta “filo-americanità”; chi si è assunto il fardello di osservare queste elezioni è stata Golos, la principale ONG russa preposta a questo. Il suo staff ha visitato più di 20.000 seggi elettorali in 38 regioni avvalendosi di circa 2.500 volontari. Il risultato è una netta bocciatura di questa prova (supposta) democratica. “Le maggiori violazioni sono legate ai voti degli assenti. Molti sono andati a votare con certificati di altre persone” ci ha detto la direttrice di Golos, Lilia Shibanova.

I giovani studenti di giornalismo che incontriamo per due giorni sono un piccolissimo campione, comunque rappresentativo. Hanno circa 20 anni e vengono dalle varie regioni della Federazione. Con rare eccezioni sembrano completamente avulsi al contesto politico creato dai gerarchi post-comunisti: non lo avallano, ma nel caso in cui si oppongano la loro scelta il due dicembre è stata quella della scheda nulla. Nessuno di loro ha partecipato alle sparute seppur movimentate proteste moscovite del sabato prima delle elezioni. È come se mancasse tra loro un’idea di comunità che avendo un obbiettivo sociale può coordinarsi e agire insieme. Chi invece si accende parlandoci di queste elezioni è Natalia Zhamenskaya, da 16 anni direttrice di un piccolo settimanale locale: Zhukovskie Vesti. Zhukovsky , 40km da Mosca, era nata come cittadella della scienza in epoca sovietica. Qui i migliori scienziati socialisti vivevano e lavoravano per il progresso del CCCP. Dopo il 1991, come potete immaginare, c’è stato uno spopolamento ed una sorta di riconversione della città che ad oggi conta 100mila abitanti. Nella palazzina che ospita la redazione del Zhukovskie Vesti sono appese foto di illustri giornalisti russi. C’è anche quella di Anna Politkovskaya, la collega più critica del regime di Vladimir Putin e l’accusatrice più coraggiosa dello scandalo ceceno, uccisa nell’ottobre 2006 nell’ascensore di casa sua. Siamo in Russia ed anche se mattina nell’ufficio di Natalia non mancano vodka e sottaceti; il consumo è praticamente obbligatorio e mi prendo dell’europeo dopo aver rifiutato il secondo bicchierino. L’alcool non riduce la lucidità del suo racconto: “La nostra è una piccola cittadina, nonostante questo siamo riusciti a fare degli exit polls indipendenti. I risultati ufficiali per i nostri seggi sono completamente diversi da quelle previsioni indipendenti che si basavano su delle indicazioni di voto all’uscita dei seggi. Non differenze da poco, ma di circa il 60%! Il partito comunista, secondo queste fonti indipendenti, sarebbe risultato il più votato; ufficialmente il KPRF ha poi preso qui da noi il 20%. La lunga notte dopo che i seggi sono stati chiusi, anche internet ha subito una sorta di chiusura. C’è stata una vera e propria intromissione nel nostro server che è risultato bloccato per ore perché i nostri lettori stavano denunciando molte irregolarità a cui avevano assistito”.

Natalia, che tipo di pressioni avete subito in questi 16 anni di presenza sul territorio? “Il nostro è un giornale per la comunità, cerchiamo di dare spazio ai nostri lettori, ma questo non piace. Hanno provato a farci chiudere e almeno tre volte ci sono andati vicinissimi. Il fatto è che possono revocare la licenza di stampa se uno o più articoli sono accusati di estremismo; per fortuna alcuni giudici ci hanno difeso. In queste ultime elezioni il Cremlino ha fatto un’enorme pressione sui giornali indipendenti, che in Russia sono pochissimi e più che altro locali come il nostro, una prova generale di censura in vista delle prossime presidenziali.”

lieni

Riusciamo a tornare a Mosca dopo 4 ore passate nel traffico assolutamente fuori controllo. Non ci sono più tutti quei poliziotti a presidiare le uscite della metro e le piazze principali come avevamo visto il giorno dopo le votazioni. La città ha il suo fascino indubbio, bella e fredda, illogica come tutte le metropoli. Ad esempio, davanti all’Hotel Cosmos, grattacielo di 25 piani inaugurato alla fine degli anni settanta, una statua Charles De Gaulle veglia all’ingresso. De Gaulle omaggiato dai comunisti? Chi se lo sarebbe mai aspettato! A Prospect Mira, la stessa del Cosmos, è dove siamo a cena ospiti di Charles, freelance americano che vive a Mosca da tre anni. Salendo al settimo piano del vetusto palazzo, dentro l’ascensore che di per sé da poca fiducia, ci prende un brivido causato non solo dal caratteristico freddo secco. La mente va a come hanno ucciso la Politkovskaya, non troppo lontano da dove siamo e proprio dentro un ascensore. Che forza doveva avere quella donna per poter reggere l’indifferenza dei suoi compaesani e l’arroganza del potere? Rimangono poche persone –relativamente agli abitanti- che continuano il duro cammino della strada che porta alla libertà d’espressione e pensiero. Ma troppo spesso questi simboli vengono eliminati e dimenticati con gli stessi tragici metodi dell’era sovietica. L’ascensore si ferma sobbalzando, il sangue si ghiaccia. Una vodka è proprio quello che ci vuole per stendere i nervi.

questo articolo è stato pubblicato dnel numero di dicembre 2008 del mensile L’Altra Pagina

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