E Putin va…
A cura di Lorenzo Anania • 3 Dicembre 2007
Nostro reportage dalla Russia.
Sono state mantenute tutte le previsioni della vigilia. Per il giorno dopo le elezioni erano previste in ordine: neve, polemiche per i brogli elettorali e un Vladimir Putin piu’ forte che mai.
Mosca. Il giorno dopo le elezioni per il rinnovo della Duma, che hanno visto un’affluenza del 60% alle urne -maggiore rispetto allle precedenti del 2003, il presidente Putin e’ ancora indiscutibilmente l’uomo forte della Russia. Solo tre partiti sono riusciti a superare la soglia di sbarramento del 7% dei voti che consente di accedere ai seggi parlamentari: oltre al partito del presidente Russia Unita, che ha collezionato circa 63% dei voti, nella nuova Duma siederanno i deputati di Russia Giusta -ultranazionalisti- e gli eredi del partito comunista confermatosi il secondo piu’ votato. Quest’ultimo, insieme a chi non e’ riuscito a raggiungere la soglia del 7% o chi non ha avuto la possibilita’ di correre per questa elezioni -il caso tra gli altri della formazione guidata dallo scacchista Garry Kasparov- denunciano brogli e contestano i risultati. Voti multipli, pressioni indebite, errori negli elenchi dei votanti, ostacoli agli osservatori e arresti arbitrari sarebbero gli episodi segnalati in molte località di questo enorme paese a basso tasso democratico.
Non tardono le reazioni delle forze di opposizione a Putini. I comunisti si dicono pronti a scendere in piazza e stanno raccogliendo prove di irregolarita’. Anche Kasparov, che incitava ad annullare il voto, e’ nuovamente sul piede di guerra.
Golos, la principale ONG russa per il monitoraggio del voto, dichiara di aver constatato gravi irregolarità. Il direttore Lilia Shibanova ha dichiarato a EuroNews: “Le maggiori violazioni sono legate ai voti degli assenti. Molti sono andati a votare con certificati di altre persone.” In questo contesto la Commissione elettorale centrale smentisce pero’ che ci siano stati veri e propri brogli. Proprio l’evitare possibili ingerenze straniere e’ stata una delle preoccupazioni principali di Putini prima delle elezioni, infatti solo 300 sono stati gli osservatori internazionali per circa centomilioni e quatrocentocinquantamila abitanti. L’OSCE e il Consiglio d’Europa hanno potuto inviare solo una delegazione simbolica.
Dopo il plebiscito pro Putin, anche se contestato internamente, la comunita’ internazionale aspetta di capire se e come la sua riconferma potra’ influire sulla scottante agenda internazionale: scudo missilistico, nucleare iraniano e l’annunciata autodichiarazione d’indipendenza del Kosovo alla quale la Russia formalmente si oppone. Intanto la neve continua a cadere a Mosca e la speranza degli oppositori e’ quella che il manto bianco non sommerga ed ovatti anche la loro protesta.
Da Mosca l’intervista a Lorenzo Anania realizzata da Radio Onda D’Urto [7:53m]: Play Now | Play in Popup | Download
